Note biografiche
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Helena Jarc
Nata a Doberdò, paese del Carso goriziano, il 23 agosto 1922 da un’ umile famiglia contadina Helena Jarc trascorse la sua giovinezza a lavorare i campi, fino al 18 aprile del 1944 quando a arrivarono le truppe tedesche. Radunarono tutti i cittadini in piazza dove finirono a raffiche di mitra il “ricercato” Jozef Jarc; in realtà si trattò di un caso di omonimia, poiché era un altro Jarc che i tedeschi cercavano. Fra i testimoni dell’esecuzione c’era anche sua figlia Helena, che i tedeschi condussero direttamente dalla piazza nelle carceri di Gorizia, dove le negarono il permesso di assistere al funerale di suo padre e le riferirono che la sua prossima destinazione sarebbe stata la Germania.
Il 1º settembre fu messa insieme ad altri 54 prigionieri del goriziano su un vagone che faceva parte di uno dei 74 convogli che partirono dalla stazione di Trieste per i campi di concentramento di Auschwitz e Dachau. Dopo sei giorni di treno, Helena si ritrovò all’interno del campo di concentramento di Auschwitz, dove vi rimase quaranta interminabili giorni.
Essendo giovane e forte riuscì ad entrare a far parte del gruppo che alle sei lasciava il campo per andare a lavorare nei campi o nelle fabbriche, evitando quindi una morte certa.
Il gruppo venne poi spedito a Plawen, vicino Dresda, dove le detenute aspettavano che gli industriali venissero a comprarle “come mucche in fiera”. Helena finì nella fabbrica di lampadine OSRAM, dove fu costretta a lavorare in condizioni di schiavitù.
Il 31 marzo 1945 riuscì a fuggire insieme ad altre prigioniere sotto i bombardamenti angloamericani. Dopo una fuga attraverso i boschi durata 8 giorni incontrò le truppe alleate grazie alle quali arrivò in treno a Trieste per poi tornare a casa, dove trovo la madre e la nonna.